UN SACCHETTO D’AMORE

ovvero i sentimenti al tempo dello shopping compulsivo

di e con Antonella Questa
coreografie Magali B – Cie Madeleine&Alfred
disegno luci Daniele Passeri
costumi Sara Navalesi
scenografia Danilo Giannetti - NewPol
foto Barbara Gravelli
canzone finale "Come un Albero" Francesco Rainero
riprese video Saul Carassale - Sara Bonatti
organizzazione generale Serena Sarbia
produzione LaQ-Prod
in collaborazione con Centro di Prod. Teatrale Pupi e 
Fresedde/Teatro di Rifredi e la Ass. Progetti&Teatro

Una Lei che ama molto le borse, forse troppo.
Il suo Lui che ha una mamma molto presente, forse troppo.
La Mamma che ha anche una figlia con un cane, molto sola, forse troppo.
E poi c’è un nuovissimo Centro Commerciale che promette di soddisfare molti bisogni… Forse troppi.

L’universo del consumo, dell’opulenza, dello shopping compulsivo è lo sfondo del nuovo spettacolo di Antonella Questa che, passando da un personaggio all’altro e attraverso il linguaggio comico che la contraddistingue, si interroga sul perché abbiamo sempre la necessità di comprare tanto di tutto, anche quando non ce n’è assolutamente bisogno.

Scrive Eric Fromm: “La felicità odierna dell’uomo consiste nel “divertirsi”. Divertirsi significa consumare e comprare cibi, bevande, sigarette, gente, libri, film – tutto è consumato, inghiottito…
Il nostro carattere è congegnato in modo da scambiare e ricevere, barattare e consumare; tutto, sia le cose spirituali, sia quelle materiali, diviene oggetto di scambio e di consumo.” … Anche l’Amore?

 

” Sempre magnifica Antonella Questa! Sola in scena, compone un intero mondo di relazioni, di personaggi densi di sfumature… Antonella ci mostra il malessere di vivere nella invadente società dei consumi, ma ce lo mostra facendoci ridere di gusto, con ironia e delicatezza, con caratterizzazioni umoristiche mai derisorie. Un altro delizioso personaggio che va ad aggiungersi alla galleria di donne “dolcemente complicate” che Antonella va proponendoci da anni con immutato successo” (Valeria Ottolenghi, Gazzetta di Parma 11 febbraio 2017)