SVERGOGNATA

drammaturgia Antonella Questa
regia Francesco Brandi
coreografie Magali B. - Cie Madeleine&Alfred
disegno luci Erika Borella
organizzazione generale Serena Sarbia
una produzione LaQ-Prod
in collaborazione con Teatro Comunale di Fontanellato (PR)
e Associazione Culturale Progetti&Teatro

 

Chicca è una donna per bene con una bella casa, un marito, due figli, la filippina… una vita perfetta!
Fino a quando una mattina scopre dal cellulare del marito messaggi e foto osé scambiati con decine di “svergognate”… L’immagine della famiglia perfetta crolla in un instante.

Cosa fare per recuperare il matrimonio? Far finta di niente, salvando le apparenze oppure reagire cercando di diventare una “svergognata”? Tra i consigli delle amiche e i giudizi della madre, Chicca è pronta a tutto pur di riconquistare lo sguardo del marito su di sé.

Un incontro inaspettato riuscirà invece a farle aprire gli occhi, portandola a conquistare un nuovo sguardo su se stessa.

Con il linguaggio comico che la contraddistingue, Antonella Questa torna sola in scena dando voce e corpo a più personaggi, per raccontare quanto la schiavitù dell’immagine e la desiderabilità sociale ci distraggano dalle vere potenzialità sopite in ognuno di noi!

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Estratti della principale Rassegna Stampa

“Sempre strepitosa Antonella Questa!..Bellissimo! Ancora una donna in crisi… qui il tema del tradimento… Con la sua comicità brillante attraversa problematiche autentiche… riuscendo a riconsegnare una preziosa dignità alla donna… Uno spettacolo veloce, intenso, ilare… un’infinità di azioni dal carattere coreografico… Bravissima Antonella Questa!” Valeria Ottolenghi, 16.02.14 Gazzetta di Parma.

“E’ uno spettacolo terapeutico “Svergognata”… centrato su temi fondamentali: il tradimento e la vergogna… La scenografia è assente, questo dà il senso della potenza della parola dell’attrice che si affida molto alla gestualità.. La performance della Questa, che si conferma autrice e attrice di razza, è soprattutto una potente meditazione sull’omologazione e il coraggio che serve per uscirne… un monito, un augurio a smettere di guardare gli altri per non perdersi di vista. Il pubblico coglie e applaude con convinta energia” Silvia Castagna, 29.10.14 Giornale di Vicenza