Quanti Km hai? …

Scritto il 22 Settembre 2013

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Da quando l’anno scorso in compagnia abbiamo smesso di noleggiare auto per andare in tournée e ne abbiamo comprata una, ci faccio caso. Leggo involontariamente i km quando giro la chiave nel quadro o volontariamente per scriverli sulle carte carburante.

In pochi mesi sono quasi 40mila. Quarantamila km, solo con questa macchina. Quarantamila che si aggiungono a quelli percorsi gli anni passati con le macchine a noleggio. Lì però non ci facevamo caso ai km, non si contavano mai, erano illimitati. Poi ci sono anche quelli fatti in treno, in aereo o in furgone.

Penso così a tutte le migliaia di km percorsi in questi anni per le tournée, per andare a fare spettacolo a qualche km da casa o ad un migliaio più in là.  Su e giù, a destra, a sinistra, sempre in movimento. Strade, autostrade, autogrill. Parcheggi, scendi, un camogli, una lunotta, acqua, caffè, pipì, benzina, pulitina al parabrezza, sali e via di nuovo. E poi il teatro o lo spazio teatrale, dove scarico?, le luci le puntiamo dalla prima americana?, che consolle avete?, noi abbiamo il minidisc, sai dove sono i camerini?, sì le gelatine sono le nostre, lascia la macchina lì non c’è problema. Monta, punta, fai i volumi, il letto gonfiabile in camerino, poi mi trucco, mi vesto, mi lavo i denti, 5 minuti!, allora si fa merda!?,  si va in scena e….

E ieri sera, dopo lo spettacolo a Isola Vicentina per la Fondazione Bressan, ho capito perché continuo a macinare km da anni e pazienza se mi affaticano: io macino km per incontrare le persone!

Persone che vengono spesso numerose a teatro, persone che invece di stare davanti alla TV o al computer, prendono ed escono. Guardano lo spettacolo e poi vogliono anche parlarti, condividere magari il loro vissuto, scambiare … Persone come le 90enni di ieri sera che si erano tirate a lucido ed esaltate da Armida mi han raccontato il loro punto di vista sulla vecchiaia, o come il signore che aveva gli occhi lucidi dicendomi che lo spettacolo gli ha ricordato la madre alzheimeriana, o come quelle che hanno organizzato la manifestazione e poi ci hanno ospitato a casa loro e con le quali stamattina a forza di chiacchiere e di crostata fatta in casa non si partiva più….

Insomma persone che ogni volta mi confermano il Teatro essere il più antico e il più potente social network di tutti i tempi! Che la condivisione succede lì, tra chi sul palco racconta una storia e quelli seduti in platea che la ascoltano. In fondo se ci penso da ragazzina facevo come loro: guardavo lo spettacolo e alla fine mi mettevo all’uscita dei camerini e aspettavo gli attori. I miei primi “following”…

Quindi oggi che sono ormai “social addicted” mi auguro di macinare ancora milioni di km e per ciò meglio che vada a controllare l’olio, il filtro dell’aria e la pressione della gomme 🙂

Foto scattata presso il Teatro dell’Unione Alagnese di Alagna Valsesia (VC) – gonfalone dei primi anni del 1900.

Due righe ogni tanto sulla #Attriciklife

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